Palazzo Suardi

 

L’edificio risale alla fine del XVI secolo.            

La facciata, con cinque interassi di finestre, due portali simmetrici d’ingresso con sovrapposti balconi, risale alla prima metà del XIX secolo. Il corpo di fabbrica che prospetta su via Pignolo è composto da un piano terra, un ammezzato, un piano nobile (che ospita Antica Dimora B&B) e un secondo piano basso con aperture a quadrotti. 

Il cortile interno organizzato su tre lati da un porticato con colonne a pianta quadrata e fregi di arenaria, ha caratteristiche ottocentesche. 

Nel corpo di fabbrica prospiciente il parco si notano un ampio salone con soffitto cassettonato, quattro sale voltate a padiglione con affreschi e stucchi. 

Gli affreschi di soggetto biblico sono attribuiti al Cavagna (1560-1627). 

Il parco, terrazzato verso la facciata interna del palazzo, è organizzato attraverso quel tipico rapporto di simbiosi con la residenza che è il giardino all'italiana, con aiuola e siepi ed al centro una pregevole fontana seicentesca in marmo bianco. 

Notevole il patrimonio arboreo che comprende querce, olmi, ippocastani, tassi, pini di vario tipo, tuje, platani, oltre ad un colossale pino italico. 

Da un unico ceppo, precisamente da un Lanfranco del secolo XIII, provengono i rami dei Secco Suardo, dei Suardi e dei Suardo. 

 

Fra i Secco Suardo si distinsero alcuni consoli di giustizia, un podestà di Mantova, Guglielmo podestà di Cremona e di Pavia, Pietro podestà di Alessandria. 

Tra i membri più vicini a noi si ricorda il conte Giovanni Secco Suardo, maestro dell’arte del restauro e autore di un “Manuale” in due volumi, che diffuse le cognizioni fondamentali e scientifiche di quell'arte, contro i modi empirici usati precedentemente (1798-1873). 

Nel campo storico-letterario si devono ricordare: Bartolomeo, che raccolse antiche iscrizioni (prima metà del secolo XVIII), altro Bartolomeo, poeta (1796-1821) che collaborò col consanguineo Leonino e con A. Salvioni nell'ordinamento della Biblioteca Civica (1840), il conte Giulio, che tradusse Heine (1896), e sopratutto il conte Gerolamo, storico (1822-1906). 

I vari rami del casato hanno legato il loro nome a quattro edifici, in Bergamo: l’antica “Domus Suardorum” di Piazza Vecchia, sede del Podestà dopo il 1216; quello successivamente passato alla Funicolare, quello dei Secco Suardo in via San Salvatore 7; infine quello di via Pignolo. 

Esso fu dapprima dei conti Albani. Era dotato di un vastissimo parco che da via Pignolo si spingeva fino a via Battisti: gran parte di esso fu ceduto dalla famiglia con grande munificenza al Comune di Bergamo, che lo ha adattato a giardino pubblico ed a sede di concorsi ippici. 

Nel palazzo vennero ospitati il re Vittorio Emanuele III e il futuro re Umberto II nelle loro visite a Bergamo. 

L’edificio accoglie una cospicua raccolta pittorica. La tranquilla fronte neoclassica, dall'immancabile color giallo, si inserisce agevolmente nell'ambiente di via Pignolo. 

Al piano terreno due portali simmetrici. Dal sinistro si passa al cortile, porticato nella controfacciata e sui lati sinistro e destro. 

Due assaggi, sulla parete di fondo e su quella sinistra, hanno messo in luce rispettivamente una decorazione dipinta ed un capitello, che lasciano arguire un precedente edificio rinascimentale, però completamente riformato.

Suardi Palace (XVI - XIX)

 

The building dates from the late sixteenth century.

The facade, with five distances of windows, two symmetrical entrance portals with overlapping balconies, dates from the first half of the nineteenth century. The body of the building that looks out on Via Pignolo consists of a ground floor, a mezzanine, a main floor (which houses Antica Dimora B & B) and a second floor with low openings into squares.

The inner courtyard arranged on three sides by a portico with columns and friezes a square sandstone, has characteristics nineteenth century.

In the body of the building overlooking the park you can see a large living room with coffered ceiling, four vaulted rooms in the pavilion with frescoes and stucco.

The frescoes of biblical subject are attributed to Cavagna (1560-1627).

The park, terraced toward the inner facade of the building, is organized through that typical symbiotic relationship with the residence which is the Italian garden with flowerbeds and hedges and in the center a valuable seventeenth-century fountain in white marble.

Remarkable tree heritage that includes oaks, elms, horse chestnuts, yews, pines of various types, tuje, plane trees, as well as a colossal pine italics.

From a single strain, namely a Lanfranco of the thirteenth century, come the branches of Dry Suardo, Suardi and Suardo.

 

Among the Dry Suardo distinguished some consuls of Justice, a mayor of Mantua, Guglielmo mayor of Cremona and Pavia, mayor Peter of Alexandria.

Among the members closer to us remembers Count Giovanni Secco Suardo, master of the art of restoration and author of a "Manual" in two volumes, which spread the knowledge and scientific fundamentals of that art, against empirical ways used previously (1798-1873).

In the field of literary history should remember: Bartholomew, who collected ancient inscriptions (first half of the eighteenth century), another Bartholomew, poet (1796-1821) who worked with blood relative Leonino and A. Salvioni into the Public Library (1840 ), Count Giulio, who translated Heine (1896), and especially the Count Gerolamo, historian (1822-1906).

The various branches of the family have linked their names to four buildings, in Bergamo: the ancient "Domus Suardorum" Piazza Vecchia, the seat of the Podesta after 1216; that later passed to the funicular, one of Secco Suardo in via San Salvatore 7; Finally one of Via Pignolo.

It was first of accounts Albani. It was equipped with a vast park that via Pignolo pushed to Via Battisti: much of it was sold by the family with great generosity to the city of Bergamo, who has adapted to garden and home to horse shows.

In the palace were hosted King Vittorio Emanuele III and the future King Umberto II in their visits to Bergamo.

The building houses a large collection of paintings. The quiet neoclassical façade, the inevitable yellow, easily fits into the environment via Pignolo.

On the ground floor two portals symmetrical. From the left you go to the backyard, porch in the counter and on the left and right sides.

Two samples, on the back wall and on the left, have highlighted respectively a painted decoration and a capital, leaving infer a previous Renaissance building, however, completely reformed.

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